Credito imposta sud fino al 45%
Già dalla legge di Bilancio 2016 lo Stato ha reso fruibile il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno a favore delle imprese che, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, effettuano l'acquisizione di beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
In cosa consiste l'agevolazione e come richiedere il credito d’imposta sud?
Posto il rispetto dei requisiti di cui sotto, l'agevolazione consiste nell'erogazione di un credito d’imposta fino al 45% del costo sostenuto, che l'imprenditore può utilizzare esclusivamente in compensazione nel modello F24 fino al suo esaurimento per il pagamento di altre imposte e tributi vari (quali i contributi Inps e Inail, Iva, Irpef, Irap, Ires, addizionali comunali e regionali, ritenute, ecc.).
Per usufruire del credito di imposta è necessario inviare telematicamente entro il 31 dicembre 2019 una comunicazione all'Agenzia delle Entrate, contenente diversi dati tra i quali:
- dati anagrafici del richiedente dove si attesta anche la regolarità contributiva (Durc regolare);
- tipologia di progetto da realizzare con data di inizio e fine investimento;
- ambito dell'attività in cui si opera;- descrizione del progetto d'investimento;
- dati della struttura produttiva;
- ammontare dell'investimento;
- periodo in cui si realizza l'investimento e relativo credito di imposta spettante.L'invio del modello per richiedere il credito di imposta spetta ai soggetti in possesso delle credenziali Fisconline o agli intermediari abilitati (ad esempio i Commercialisti).
Solo in seguito al rilascio da parte dell'Agenzia delle Entrate della ricevuta che attesta l'esito positivo della richiesta, sarà possibile fruire del bonus sud.
Chi sono i beneficiari del credito d’imposta sud?
Possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica e dalle dimensioni, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del sud Italia (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
Restano esclusi dall'agevolazione i soggetti non titolari di reddito di impresa (non iscritti al Registro delle Imprese), nonché chi opera nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, in quello creditizio, finanziario e assicurativo.
L'agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà.
Quali sono i beni agevolabili e i loro requisiti?
Gli investimenti oggetto dell'agevolazione sono relativi all'acquisto di:macchinari; impianti; attrezzature varie che devono essere strumentali (cioè durevoli, indispensabili, necessari e funzionali all'esercizio dell'attività di impresa), nuovi di fabbrica, e destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio agevolato.
Tali beni devono inoltre essere relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, ovvero, per le grandi imprese localizzate nelle aree di cui all’art. 107, par. 3, lett. c), del TFUE, quelli a favore di una nuova attività economica.
Sono esclusi gli investimenti di mera sostituzione, i beni merci e i materiali di consumo.
Infine può essere oggetto dell’agevolazione in esame anche il bene che viene esposto in show room ed utilizzato esclusivamente dal rivenditore al solo scopo dimostrativo, in quanto l’esclusivo utilizzo del bene da parte del rivenditore ai soli fini dimostrativi non fa perdere al bene il requisito della novità.
Il credito d’imposta sud è cumulabile con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis, nei limiti dell’intensità o dell’importo di aiuti più elevati consentiti dalla normativa europea.

